E così si vince un Campionato. Molto british come mentalità e come metodo. Molto latina la passione.
All’inizio stagione Corrado Cusi così si era espresso nei confronti della scelta di GDM Racing di correre per conto proprio: “Mo siamo qui per divertirzi, così si corre!!” Da buon emiliano, cuore da corsa, aveva voluto incitare ed appoggiare la mia idea di provarci da soli. Poi con quella testa matta di Mamo Vuolo, obbligato per quest’anno ad essere al fianco e non in auto, che ha profuso tempo, passione(poco british) e metodo(molto british) con l’amico Riccardo Pellegrini, barba sempre incolta e abbigliamento da dandy, con lunghe disquisizioni tecniche su carburazione, spilli, sistemi di alimentazione ed altre amenità del genere e quel Davide Tartari che per prima cosa disse: ” Ma il carrello è troppo grande per andare in giro….” abituato sempre alla pappa pronta!
Con questo bel gruppo ci abbiamo provato convinti di non essere gli ultimi ma di volere essere i primi. Quante discussioni. Quanti dubbi con Davide paranoico ad ogni tentennamento della PC010. Mamo che ha rischiato una amicizia per tener tranquillo il”suo” pilota. E poi le vittorie, i podi la consapevolezza di andare nella direzione giusta. La voglia di migliorare ad ogni gara, comunque. La tecnica. Una sera ci siamo messi a pensare di cambiare l’aereodinamica della vettura……! Ma il regolamento lo permetterà? E Corrado: ” Mo se cominzate a fare queste coose, non zi finise più di spendere!!” E allora abbiamo giustamente rinunciato però che bello il solo pensarci. Ci sembrava di essere negli uffici di Fiorano pronti a sfornare la nuova arma totale per vincere il mondiale.
E Magione con quel taxista di Davide che in partenza si dimentica di partire :” Tanto si torna allo stesso punto ogni volta” e poi risale, risale fino allo strappo dell’ultimo giro e vincere. Davanti a quel Marco Spadini, tanto veloce quanto distratto dalla voglia di vincere che non gli ha permesso punteggi ben più importanti ed essere il giusto rivale in Campionato.
E Varano, all’ultima gara dove poteva essere una passeggiata ma eravamo tutti concentrati e tesi come se fosse la prima gara. Con il calvario delle libere, la solita zampata tecnica risolutiva, lo sconforto della rottura prima della gara ed un’assalto a non so quante mani per permettere a tutti noi di correre con Davide in quest’ultima giornata di gioko. E poi il pranzo “La maialata” con gli amici di tutta la stagione che sempre si sono distinti per la voglia di esserci ed alle 16 si ritorna a casa per ricordare.
Che bello.
A proposito: che facciamo domani?






